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DICHIARAZIONE DEL KKE SUL DISCORSO ALLA NAZIONE DI TSIPRAS

La cosiddetta «nuova era» sarà fondata sulle «macerie fumanti» dei diritti del popolo

Martedì 21 agosto 2018 il primo ministro Alexis Tsipras, nel suo discorso alla nazione dall’isola di Itaca sull’uscita della Grecia dal memorandum, ha in sostanza annunciato il proseguimento delle sue politiche antipopolari. Le frasi «siamo usciti dal memorandum ma non abbiamo ancora terminato» e «con prudenza e responsabilità dobbiamo evitare che la Grecia ritorni alle carenze e alla bancarotta» rappresentano un’evidente conferma ai creditori e ai mercati del fatto che i giorni delle misure antipopolari non sono finiti.

Adottando toni celebrativi, Tsipras ha tentato di alimentare nel popolo l’aspettativa che qualcosa cambierà in meglio. L’isola di Itaca è stata scelta dal governo proprio per alimentare nel popolo queste aspettative, ricollegandole all’epico viaggio mitologico di Ulisse e al termine delle sue peripezie, segnato dal ritorno nella sua terra natale di Itaca.

In una dichiarazione sul discorso pronunciato a Itaca da Alexis Tsipras, l’Ufficio Stampa del Comitato Centrale del KKE sottolinea che «il primo ministro sta tentando di nascondere il fatto che la cosiddetta “nuova era” poggia sulle “macerie fumanti” dei diritti del popolo e della gioventù». Il domani costituirà una continuazione del passato, dal momento che centinaia di leggi del memorandum rimarranno in vigore sotto la rigida supervisione dell’UE – gli spietati esuberi, la giungla del mercato del lavoro, le rapine fiscali, la degrado di ogni aspetto dell’esistenza umana. Il popolo greco lo sa benissimo, a prescindere da quanto il governo SYRIZA-ANEL tenti di ingannarlo, e quali che siano gli eccessi teatrali a cui arriverà il signor Tsipras.

Il governo non si è impegnato ad abolire nemmeno una delle misure imposte al popolo dal memorandum. Al contrario: in ogni sua dichiarazione, conferma che le riforme continueranno, che non vi sarà alcun ritorno al passato, il che implica in sostanza che il popolo deve dimenticare ciò che ha perduto e accontentarsi delle briciole e degli aiuti estemporanei che gli vengono elargiti.

Questo, almeno, è quanto ordina il capitale, così come gli alleati del governo, l’UE e il FMI, che da un lato riconoscono al governo di aver compiuto la sua sporca missione e dall’altro lo pagano in anticipo affinché prosegua le sue politiche antipopolari. La promozione di queste politiche verrà giudicata dai «mercati» e dagli «investitori» in modo tale da mostrare fiducia nell’economia greca.

La realtà del «memorandum» descritta dal primo ministro – la miseria, la disoccupazione, l’oppressione, la corruzione, gli osceni profitti realizzati dal capitale – è la barbarie della via di sviluppo capitalista, ed è il cuore della sua stessa politica, che ha alacremente proseguito le politiche dei governi di Nea Demokratia e del PASOK.

Questa identità strategica non può essere tenuta nascosta, malgrado tutti i loro tentativi, dai falsi dilemmi sui «fronti anti-destra e anti-SYRIZA» e sul «mantenimento dei progressi compiuti» – discorsi che fanno pensare alla «minestra riscaldata» di una fallimentare trasversalità bipartisan.

Nessuna fiducia, nessuna illusione. La sola via di uscita per il popolo implica l’abolizione di tutte le leggi del memorandum, l’indennizzo per tutte le perdite subite, la soddisfazione di tutte le necessità attuali. Il popolo, il popolo lavoratore, non è fatto di «Lotofagi» e non si schiererà né con Scilla né con Cariddi. Che il signor Tsipras scelga pure con quale dei due mostri intende identificare il suo governo. Noi sceglieremo la nostra «Itaca», quella che ci offre il viaggio meraviglioso della lotta per la vita e per il futuro che meritiamo! Senz’altro, questa «Itaca» non ci deluderà.

 

22/08/2018

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare