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Dichiarazione del Comitato Centrale per il centenario del KKE

"Il KKE viene da molto lontano e andrà ancora più lontano,

perché la causa del proletariato, il comunismo, è la causa più profonda,

ampia e universalmente umana"

(Dal Programma del KKE)

A. Il KKE, a un secolo dalla sua nascita, rimane giovane: avanguardia rivoluzionaria nella lotta per il socialismo-comunismo

Quest'anno il KKE compie un secolo di lotte e sacrifici, rimanendo l'unico partito veramente nuovo nella società greca, perché è l'unico che lotta per l'abolizione dello sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo. Fu fondato in un'epoca in cui la fiamma della Rivoluzione Socialista d'Ottobre del 1917 diede slancio al movimento operaio rivoluzionario a livello internazionale e in Grecia.

Con la fondazione del KKE, la classe operaia acquisì per la prima volta il proprio partito nel nostro paese. Il partito comunista. Dal primo giorno della sua fondazione, il KKE ha costantemente lottato per l'unico futuro progressista per l'umanità in modo che la classe operaia e gli strati popolari potessero sfuggire ai tormenti dello sfruttamento, dell'oppressione, della povertà, della disoccupazione, della violenza e della repressione statale, delle guerre.

Combatte per abolire ogni forma di sfruttamento e oppressione, per una nuova organizzazione della società, con la proprietà sociale dei mezzi di produzione, della terra, con la pianificazione scientifica centrale dell'economia, la partecipazione attiva dei lavoratori all'organizzazione e all'amministrazione della produzione sociale.

Lotta per il socialismo-comunismo, per l'unica società in grado di assicurare un lavoro adeguato alle aspirazioni di ognuno, tempo libero reale, servizi sociali di alto livello e gratuiti in materia di salute e istruzione, sport, attività culturali, alloggi popolari, vacanze e un alto tenore di vita in generale, partecipazione responsabile agli organi amministrativi e di controllo a tutti i livelli dello Stato operaio.

Il KKE ha stabilmente tenuto alta la bandiera del socialismo-comunismo, anche quando la controrivoluzione ha raggiunto il suo apice nell'Unione Sovietica e in altri paesi di edificazione socialista.

Ha acquisito collettivamente il criterio di classe come necessario ed è quindi entrato in conflitto con l'anticomunismo e l'opportunismo nazionale e internazionale che promuoveva la "Perestroika", il veicolo della controrivoluzione, contrabbandato sotto la veste del progresso e del rinnovamento socialista.

E' entrato in conflitto con i borghesi e gli opportunisti, gli apologeti del sistema capitalista, che affermavano che era giunta "la fine della storia", la fine della lotta di classe. Ha evidenziato che nulla può fermare il corso della lotta di classe rivoluzionaria nello sviluppo storico verso il socialismo-comunismo.

Ha sottolineato che il socialismo, la fase immatura del comunismo, rimane necessario, realistico, pregno di speranza. Ha messo in luce che questa immanenza non dipende dall'equilibrio specifico dei rapporti di forza in un dato momento della lotta di classe in un paese o a livello internazionale, anche se senza dubbio è un fattore decisivo rispetto al momento in cui può manifestarsi la rivoluzione socialista, con quali precondizioni può trionfare in un paese o in un gruppo di paesi.

Ha sottolineato che la classe operaia, che crea il prodotto sociale, è l'unica forza sociale in grado di organizzare l'economia e la società avendo come criterio la soddisfazione dei bisogni sociali in costante crescita. E' la classe che può valutare correttamente e garantire gli interessi degli strati popolari urbani e rurali.

Il KKE, credendo fermamente nel diritto e nella capacità della classe operaia di comprendere e cambiare il mondo, ha lottato fin dalla sua fondazione per preparare la classe operaia attraverso le lotte di classe quotidiane come forza trainante della costruzione socialista. Sostiene e combatte per perché i lavoratori acquisiscano una comprensione scientifica della società, prendano consapevolezza delle loro capacità fisiche e intellettuali, si sviluppino culturale e secondo criteri estetici. Sottolinea l'importanza e contribuisce affinché la classe operaia studi, utilizzi le nuove tecnologie anche informatiche.

Il KKE ha evidenziato ed evidenzia la decadenza del capitalismo, la stagnazione e le crisi ad esso connesse in confronto al progresso che si potrebbe realizzare se fosse abolita la proprietà capitalistica e il profitto.

Soprattutto, il KKE mette in luce attraverso le sue posizioni e le sue azioni che l'unica via che conduce alla liberazione sociale è il percorso della rivoluzione socialista, della rivolta pianificata e organizzata e dell'offensiva della classe operaia e dei suoi alleati sociali per il rovesciamento del potere dei capitalisti.

Il KKE lotta quotidianamente per sviluppare il fattore soggettivo (il movimento operaio, la sua alleanza con settori popolari degli strati medi), in modo che nelle condizioni in cui il potere capitalista venga scosso possa compiere il suo compito come forza principale della vittoriosa rivoluzione socialista. Porta avanti quotidianamente la battaglia per rivendicare in modo pratico il suo ruolo d'avanguardia nell'organizzare la lotta per il radicale rovesciamento rivoluzionario della barbarie capitalista, per la costruzione del socialismo-comunismo.

B. Il percorso storico del KKE fino ad oggi: un secolo di lotte e sacrifici

1. La tempesta rivoluzionaria creata dalla Rivoluzione Socialista d'Ottobre ha accelerato la fondazione del Partito Socialista Operaio di Grecia (SEKE), il 17 novembre 1918 a Pireo. Per la prima volta si pose su base scientifica la questione della classe operaia in lotta per rovesciare la società capitalista a favore della società comunista.

Il primo periodo fu difficile, un periodo di graduale maturazione con i seguenti momenti chiave: il SEKE cambiò il suo nome in KKE (3° Congresso Straordinario, 26 novembre - 3 dicembre del 1924), "Rizospastis" venne istituito come organo del Comitato Centrale (1° agosto del 1921), si fondò la OKNE (Organizzazione Giovanile Comunista alla fine di dicembre del 1922) e l'Assistenza dei Lavoratori della Grecia (28 novembre - 5 dicembre 1924).

Vennero combattute le posizioni liquidazioniste e trozkiste consolidando le caratteristiche rivoluzionarie del Partito di nuovo tipo: il riconoscimento del centralismo democratico come principio della sua organizzazione e funzionamento collettivo, la combinazione del lavoro legale e clandestino, la vigilanza contro l'attività del nemico di classe.

Il KKE, sin dalla sua fondazione si è costantemente sforzato di evidenziare il ruolo storico della classe operaia, la sua capacità, come classe rivoluzionaria, di conquistare ed esercitare il suo potere. E' entrato in conflitto con i partiti borghesi che vogliono soggiogare la classe operaia, manipolarla, indurla a pregare per le briciole che cadranno dal tavolo della reddittività capitalista e versare il suo sangue per gli interessi e la competizione degli imperialisti.

Nelle sue fila si riunirono i militanti operai più avanzati, così come brillanti intellettuali. Ripose la sua fiducia nelle donne lavoratrici, nei giovani della classe lavoratrice e delle famiglie popolari. Con i suoi membri e la sua influenza organizzò e sostenne le durissime lotte per la giornata lavorativa di 8 ore, per migliori condizioni di lavoro e salari, per i diritti delle donne, per la protezione dei bambini, per la salute e istruzione pubbliche. Uno dei primi obiettivi, dalla fondazione del SEKE, fu la separazione tra Stato e Chiesa, il riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio, ecc.

Sviluppò forti legami con la classe operaia perché, esprimendo i suoi interessi storici, è stato in prima linea in ogni battaglia per le sue richieste, con un ruolo dirigente nell'organizzazione del movimento operaio-sindacale quotidianamente e in tutti i periodi cruciali della storia. Senza questi legami indissolubili sarebbe stato impossibile resistere ai costanti attacchi e persecuzioni della borghesia che mira a indebolire il carattere rivoluzionario del KKE, a emarginarlo o addirittura liquidarlo.

Allo stesso tempo, il KKE ha indicato la necessità di seguire la via dell'alleanza con gli strati popolari urbani e rurali, con i lavoratori autonomi dei vari settori dell'economia, in particolare con i piccoli e medi agricoltori che per molti anni sono stati la maggioranza in Grecia, in modo che la loro lotta congiunta contro il nemico comune, il capitale, potesse portare a compimento la missione storica della classe operaia e l'interesse oggettivo di questi strati sociali di integrarsi nella produzione sociale diretta.

2. In tutta la sua storia, nonostante le debolezze e gli errori, il KKE non ha mai chinato la testa davanti al vero nemico, il potere del capitale. Ha affrontato, e continua a farlo, tutte le forme della dittatura del capitale, contrapponendovi tutte le forme di lotta, sia in condizioni di protratta illegalità che in condizioni di protratta legalità, nel quadro della democrazia parlamentare borghese o della sua sospensione, a seconda delle necessità del sistema borghese. E' sempre stato il partito dell'azione militante, profondamente radicato nella classe operaia e negli strati popolari in generale, dedito alla lotta per il socialismo.

Il KKE fu fondato in un paese arretrato in termini di sviluppo e concentrazione della classe operaia rispetto ai paesi che furono la culla del movimento operaio rivoluzionario, del movimento comunista. Tardò anche la diffusione delle opere principali e delle dichiarazioni del comunismo scientifico in lingua greca. Tuttavia, fin dai suoi primi anni, il Partito iniziò lo sforzo di traduzione, pubblicazione, diffusione e divulgazione delle opere fondamentali del marxismo-leninismo, della prospettiva comunista del mondo. Inoltre, le sue forze contribuirono decisamente alla creatività culturale e al miglioramento sostanziale dell'educazione nel nostro paese.

Attraverso la pubblicazione del quotidiano "Rizospastis" e della rivista "Kommunistiki Epitheorisi" (gennaio 1921) come organi del CC, il KKE mise in evidenza le questioni dello sfruttamento capitalista in Grecia, il ruolo guida della classe operaia e la necessità storica della rivoluzione socialista.

Ha combattuto contro l'oscurantismo, i pregiudizi, le teorie e pratiche contro le donne, il disfattismo, il fatalismo e l'individualismo. Ha promosso l'importanza della solidarietà operaia e popolare.

In condizioni di intenso dibattito interno al Partito sul suo orientamento rivoluzionario, contribuì in modo decisivo all'esposizione del carattere delle guerre imperialiste e ai primi tentativi di approccio marxista alla storia greca, che furono davvero rivoluzionari per l'epoca.

Nella maggior parte della sua eroica e tumultuosa storia, nonostante alcune sue problematiche elaborazioni strategiche in vari periodi, il KKE ha sempre cercato di affermarsi come organizzazione politica che unisse dialetticamente la teoria rivoluzionaria con la pratica politica rivoluzionaria.

Ha evidenziato il grande potenziale produttivo inutilizzato del paese, in opposizione alla teoria borghese del "paese piccolo e povero", ha rilevato il carattere delle alleanze imperialiste alle quali partecipa la borghesia locale. Ha denunciato il carattere capitalista dello Stato, la dittatura del capitale in Grecia con o senza re, con un sistema parlamentare o con la sua temporanea sospensione durante la dittatura militare, ecc.

3. Il KKE ha appoggiato coerentemente e combattivamente il primo Stato del potere operaio della storia mondiale, la Russia Sovietica e poi l'URSS. Dalla sua fondazione, ha combattuto contro la politica antisovietica della borghesia greca che si espresse in varie forme, per esempio con la partecipazione della Grecia insieme a 14 stati, all'invasione dell'Ucraina nel 1919. Nella difesa dell'URSS e della costruzione socialista nel XX secolo in generale, il KKE si è concentrato sulla lotta per una nuova società, quella socialista-comunista, contro la vecchia società capitalista, e per questo ha combattuto con fermezza e coerenza l'anticomunismo e l'antisovietismo delle forze politiche borghesi e della corrente opportunista nel movimento operaio, così come ha combattuto il riformismo e il settarismo.

Nei suoi primi anni, denunciò la campagna dell'esercito greco in Asia Minore, la strategia borghese della "Grande Idea" che serviva le aspirazioni imperialiste della borghesia greca al fianco delle potenze capitaliste dell'Intesa, della Gran Bretagna e della Francia. Rivelò tempestivamente il pericolo di una nuova grande guerra imperialista negli anni '30. Si tratta di posizioni che segnarono fin dai primi anni l'orientamento all'internazionalismo proletario del KKE.

Ha combattuto e combatte contro le correnti borghesi del nazionalismo e del cosmopolitismo, che sono le due facce della stessa politica reazionaria. Il partito denunciò e continua a denunciare gli obiettivi delle ambizioni borghesi che cercano di spingere la classe operaia ad appoggiare gli obiettivi della strategia borghese in ogni paese, a dividerla sulla base delle contraddizioni tra centri imperialisti. Si è opposto alla linea borghese "noi siamo occidentali" e successivamente alle teorie piccolo-borghesi rispetto alle contraddizioni tra "metropoli e periferia", "nord e sud", ecc.

Un anno e mezzo dopo la sua fondazione, il KKE partecipò alla Conferenza di fondazione della Federazione Comunista dei Balcani. Decise anche di rompere le sue relazioni con la Seconda Internazionale (1919) e aderire alla Terza Internazionale (1920) aderendendovi a pieno titolo con la Sezione Greca dell'Internazionale Comunista (IC) a fine del 1924. Ha espresso stabilmente la sua solidarietà con le lotte della classe operaia a livello internazionale, con i popoli che lottano per la loro liberazione nazionale, per il socialismo. In fasi cruciali e difficili della sua lotta, il KKE ha ricevuto il sostegno del Movimento Comunista Internazionale. La partecipazione del Partito all'Internazionale Comunista, nonostante il suo contributo positivo, ebbe un significativo impatto sulla formazione - attraverso un percorso contraddittorio - della visione strategica che poneva come obiettivo un tipo di potere intermedio di transizione verso il potere socialista. Le ragioni di questo corso - che dimostrano che l'esperienza positiva della Rivoluzione d'Ottobre non fu assimilata né prevalse - richiedono chiaramente uno studio approfondito e dettagliato, che stiamo continuando a fare come Partito.

4. Tutti i principali passi, non solo per l'organizzazione sindacale della classe operaia in Grecia, ma soprattutto per il consolidamento dell'orientamento di classe del movimento operaio, sono legati al contributo storico del KKE. Esso si oppose in pratica alla separazione dei lavoratori sulla base della religione, della nazionalità, del genere, combattendo per l'unità della classe operaia contro il suo nemico di classe. Ha combattuto contro il fatalismo e il disfattismo ampiamente diffusi nelle file dei rifugiati, che erano la linfa vitale del movimento operaio in Grecia prima della II Guerra Mondiale. Ha combattuto contro la linea del sindacalismo padronale e riformista nel movimento, attraverso la formazione del GSEE unitario. Le principali lotte di questo periodo furono gli scioperi e le manifestazioni dell'eroico maggio del 1936 a Salonicco. Con la loro partecipazione, le forze della OKNE diedero un contributo speciale alla multiforme lotta del KKE.

Nel periodo tra le due guerre, il KKE lottò eroicamente contro i meccanismi repressivi dello Stato borghese e dei capitalisti, contro la "legge speciale" di E. Venizelos e in generale contro le persecuzioni, gli attacchi omicidi, la reclusione e l'esilio. Cominciò la preparazione del popolo contro l'imminente guerra imperialista, combinandola con la lotta contro il nazionalismo e il sostegno alle richieste dei lavoratori, contadini, giovani, contro la diseguaglianza delle donne.

In quel periodo, quando anche la lotta per i salari comportava morti, feriti e prigionia, il Partito costruì organizzazioni e aumentò la sua influenza e impatto nei sindacati in molti settori, come tra i lavoratori del tabacco, i lavoratori tessili, nei marittimi.

Le forze del KKE si scontrarono costantemente con la linea di collaborazione di classe e compromesso, nonostante le debolezze nell'affrontare le forze socialdemocratiche a causa delle sue tattiche.

Nei suoi ranghi emersero eroi, figure storiche ben conosciute e molti altri sconosciuti, che non esitarono a sacrificare la loro vita, a sopportare le torture con altruismo, coscienti della loro responsabilità nei confronti della classe operaia e degli strati popolari.

La dittatura di Metaxas (4 agosto 1936), che servì a rafforzare il potere della borghesia, dimostrò particolare accanimento contro il KKE, con le persecuzioni di massa, omicidi dei suoi quadri e nuovi metodi di tortura e coercizione per costringere a firmare dichiarazioni di pentimento, con la provocazione di creare un falso "Comitato Centrale" del KKE quando il Segretario Generale, Nikos Zachariadis, e molti membri dell'Ufficio Politico e del Comitato Centrale erano incarcerati in condizioni di isolamento.

5. L'inizio della II Guerra Mondiale imperialista e la partecipazione della Grecia ad essa con la guerra greco-italiana (28 ottobre 1940) trovarono il KKE severamente colpito dalla dittatura di Metaxas. Tuttavia, il Partito cercò di intervenire fin dal primo momento, per orientare la lotta popolare contro l'invasione straniera, con le tre lettere di N. Zachariadis. Ovviamente questo sforzo non era esente da contraddizioni e problemi che esistevano nella strategia dell'Internazionale Comunista in quel periodo rispetto al carattere della guerra e il legame della lotta contro la guerra imperialista con la lotta per il rovesciamento del potere del capitale.

Nel periodo dell'occupazione, il KKE fu in grado di raggruppare le sue organizzazioni, svolgere un ruolo guida nella lotta politica e armata per la liberazione nazionale, attraverso la creazione del Fronte di Liberazione Nazionale (EAM) e dell'Esercito Greco Popolare di Liberazione (ELAS), dell'Organizzazione Giovanile Panellenica Unificata (EPON), della Solidarietà Operaia, dell'Organizzazione per la protezione dei combattenti popolari (OPLA) e delle istituzioni di potere popolare che emersero nella Grecia liberata, e in questo modo si distinse come principale forza politica e linfa vitale della lotta. Condusse la titanica battaglia contro la fame e la mobilitazione forzata, in opposizione ai partiti borghesi e ai loro leader che scapparono all'estero, mentre una parte di essi rimase per collaborare con l'occupante.

Il KKE, sotto l'influenza della linea strategica del Movimento Comunista Internazionale (ad esempio il 7° Congresso dell'Internazionale Comunista) e della strategia che aveva elaborato nel 1934 (6° Plenum) e nel 1935 (6° Congresso), non riuscì a vincolare nella pratica l'eroica lotta di liberazione nazionale con la conquista del potere operaio, con il risultato di non esser in grado di affrontare le sfide nelle condizioni della situazione rivoluzionaria che si era creata in Grecia durante la liberazione. Il KKE, prima della liberazione, fece vari compromessi, subordinando l'ELAS al comando britannico in Medio Oriente e firmando gli Accordi di Libano e Caserta. Il KKE e l'EAM parteciparono con ministri alla formazione del governo di "unità nazionale" tra settembre e dicembre 1944. Tuttavia, il conflitto fu inevitabile.

Il KKE si rifiutò di accettare le condizioni e la violenza imposte dal governo di "Unità nazionale" (del Trattato del Libano). Scelse di condurre la grandiosa lotta di 33 giorni nel dicembre del 1944 contro la borghesia e la Gran Bretagna, che intervenne su richiesta di G. Papandreou, con l'obiettivo di schiacciare il movimento dell'EAM e del KKE.

Anche se firmò il Patto di Varkisa (febbraio 1945), alla fine non si sottomise e organizzò la lotta armata dell'Esercito Democratico Greco (DSE) che durò 3 anni (1946-1949). Questa gloriosa lotta di tre anni espresse gli interessi della stragrande maggioranza della popolazione contro gli interessi dei loro sfruttatori e oppressori ed è stata la massima manifestazione della lotta di classe in Grecia nel XX secolo.

Il DSE affrontò la borghesia locale, tutte le sue forze politiche (di "destra" e di "centro"), il suo Stato e le potenze a esso alleate, gli stati capitalisti di Gran Bretagna e degli USA. Senza il sostegno militare, economico e politico di quest'ultimi, la borghesia greca non sarebbe stata in grado di vincere.

Di fronte al dilemma "subordinazione o organizzazione della lotta e contrattacco", il movimento popolare scelse la seconda via. Il DSE è l'esempio più chiaro che le contraddizioni sociali non sono in accordo con il concetto ideologico di "unità nazionale" e dell'eliminazione delle differenze di classe. Il DSE ha salvato l'onore del popolo e del KKE.

6. Negli anni '50, dopo la sconfitta e il ritiro del DSE, il KKE era in clandestinità, di fronte ai crimini organizzati dello Stato borghese e dai suoi partiti. Decine di migliaia di comunisti e militanti divennero rifugiati politici, costretti all'esilio o nelle carceri, di fronte al plotone di esecuzione senza cedimenti.

Il KKE assunse il compito di combinare il lavoro clandestino con il lavoro legale al fine di raggruppare il movimento operaio e popolare. Le decisioni che prevalsero nel Movimento Comunista Internazionale, il loro impatto sul Partito, nelle condizioni della sconfitta del movimento e della clandestinità, portarono a una serie di deviazioni. I momenti essenziali furono: le Risoluzioni del 6° Plenum del 1956 - che in sostanza condannavano la scelta di condurre una lotta armata nel 1946-1949 e portarono al compromesso tra il KKE e la borghesia - così come le Risoluzioni dell'8° Plenum del 1958, dove l'errore principale fu la decisione di sciogliere le sue organizzazioni illegali in Grecia e l'integrazione dei suoi membri nel partito dell'EDA (Sinistra Democratica Unita).

Il contributo dell'EDA come forza socialdemocratica - inizialmente come un'alleanza e dopo come partito unificato - nello sviluppo delle mobilitazioni operaie, contadine e popolari, delle lotte degli studenti, non bilanciò in alcun modo la perdita dell'indipendenza ideologica, politica e organizzativa del KKE. Queste Risoluzioni non servivano alla necessità di formare un fronte sociale di alleanza e di lotta contro il vero nemico, ossia la borghesia, i suoi partiti, i suoi alleati imperialisti.

Dopo la guerra, in condizioni di profonda clandestinità e nonostante le deviazioni e le debolezze ideologiche, politiche e organizzative esistenti, il KKE si oppose all'adesione della Grecia all'alleanza imperialista della NATO e all'installazione di basi militari degli USA. Denunciò il loro ruolo pericoloso e si oppose decisamente alla partecipazione della Grecia alla campagna imperialista contro la Corea.

Inoltre, rivelò tempestivamente il carattere della Comunità Economica Europea (CEE) come un'alleanza imperialista e influenzò decisamente la posizione dell'EDA contro l'adesione della Grecia, che si può riassumere nella caratterizzazione della CEE come una "fossa dei leoni".

7. Il KKE, ha resistito fin dal primo giorno della dittatura militare di 7 anni (1967-1974) e ha tentato di rovesciarla. Fu l'unico partito che non consegnava il rovesciamento della dittatura agli imperialisti, esclusivamente alle forze politiche borghesi, ma promuoveva la lotta anti-dittatoriale organizzata dal basso nella forma di rivolta popolare, senza escludere la necessità di un conflitto armato. Le forze del Partito e in seguito della KNE furono in prima linea nell'organizzazione della lotta contro la dittatura, contribuendo decisamente all'occupazione della Facoltà di Diritto e alla Rivolta del Politecnico nel novembre 1973.

Nonostante lo scioglimento delle Organizzazioni di Partito e la dispersione per molti anni dei militanti nell'EDA, il KKE era fortemente radicato nella società greca con la sua eredità del riconoscimento del marxismo-leninismo come visione del mondo, dell'internazionalismo proletario e della necessità della lotta per il socialismo.

Un avvenimento d'importanza storica nel percorso del KKE fu il 12° Plenum allargato del Comitato Centrale del KKE (1968) che decise la sua continuità storica, attraverso la condanna del gruppo opportunista che cercava di porre fine all'esistenza del KKE come Partito operaio rivoluzionario di nuovo tipo.

In seguito, una delle Risoluzioni più importanti fu la creazione di organizzazioni del Partito in Grecia, per riprendere l'indipendenza organizzativa del KKE e la fondazione della KNE nel 1968. Grazie a queste Risoluzioni, il KKE e la KNE riuscirono ad essere il cuore e l'anima della lotta contro la dittatura, che richiese ancora una volta l'abnegazione, l'eroismo e la coerente devozione dei suoi membri e quadri.

Il 9° Congresso decise alcuni cambiamenti positivi e alcuni correzioni alle valutazioni in merito al riconoscimento dell'errore fondamentale della liquidazione delle organizzazioni del Partito. Tuttavia, mantenne la strategia delle "due tappe nel processo rivoluzionario unificato", mentre non valutò correttamente lo sviluppo del capitalismo greco e la posizione della Grecia nel sistema capitalista internazionale.

Gli sforzi del KKE per studiare gli sviluppi, tracciare e attuare efficacemente una strategia rivoluzionaria furono determinati in gran misura dalle concezioni strategiche prevalenti dell'Internazionale Comunista e, in seguito, del Movimento Comunista Internazionale, di cui era parte integrante e coerente.

La promozione nel Movimento Comunista Internazionale per un lungo periodo di criteri errati per la definizione del carattere della rivoluzione, come per esempio il livello inferiore di sviluppo delle forze produttive di un paese capitalista (e la superiorità quantitativa dei contadini) in comparazione con il livello superiore delle principali potenze nel sistema imperialista internazionale, così come i rapporti di forza negativi, condussero alla strategia delle tappe, alla lotta per un'utopica forma intermedia di potere tra quello borghese e operaio, e al sostegno alla formazione di un governo sul terreno del capitalismo.

Tuttavia, il KKE rimase saldo nella lotta di classe, combattendo l'"eurocomunismo" (che rifiutava la necessità della rivoluzione socialista e il ruolo d'avanguardia della classe operaia) e difese la visione del mondo marxista-leninista.

8. Il KKE fu l'unico partito che il 24 luglio 1974 stigmatizzò la transizione della Giunta dei colonnelli al governo di "Unità nazionale" come consensuale e disse che il popolo greco "non aveva versato il suo sangue per cambiare le sembianze dell'oppressore". Fu pronto ad ottenere la sua legalizzazione de facto con il ritorno in Grecia del primo Segretario del CC, C. Florakis e di altri membri del CC.

L'accettazione della legalizzazione del KKE da parte del governo di "unità nazionale" fu uno sviluppo inevitabile, in quanto esprimeva le aspirazioni dei partiti borghesi di incorporarlo nei bisogni della democrazia parlamentare borghese.

Con il ripristino della sua attività legale nel 1974, il KKE fissò come obiettivo immediato la formazione di organizzazioni del Partito ovunque, insieme alla KNE, soprattutto nei luoghi di lavoro, nelle scuole tecniche e nelle università; il ristabilimento dei suoi legami con i settori più avanzati della classe operaia, delle forze popolari, in condizioni nelle quali il sistema politico borghese appoggiava apertamente il gruppo opportunista che aveva lasciato il partito nel 1968 definendosi "KKE dell'interno".

Tuttavia, il KKE non fu adeguatamente preparato ideologicamente e politicamente per far fronte alla rapida formazione politica della corrente socialdemocratica del PASOK che agì come l'altro polo del sistema politico bipartitico. Il PASOK, emerso come governo nel 1981, si rivelò un valido strumento del sistema per l'incorporazione, manipolazione e distorsione di ogni radicalizzazione che si era sviluppata nel movimento operaio, popolare, studentesco e delle donne. L'azione d'avanguardia dei membri e amici del KKE e della KNE contribuirono a sviluppare il carattere di massa e un orientamento antimperialista di questi movimenti in circostanze, naturalmente, di sconfitta significativa dell'imperialismo internazionale, e in particolare degli USA (ad esempio in Vietnam). Inoltre, nelle condizioni di gestione keynesiana, furono ottenute alcune conquiste, alcune modernizzazioni a beneficio delle forze operaie e popolari (ad esempio, il Diritto familiare e civile a beneficio delle donne, l'istituzione di alcuni diritti sindacali ecc.). Questa era una forma di gestione che serviva le particolari esigenze della ricostruzione capitalista post-bellica e, soprattutto, nelle condizioni di crescente prestigio del sistema socialista, la politica sociale socialista era un elemento di influenza importante.

Alla fine degli anni '80, la visione programmatica generale del KKE sulle tappe e le rispettive alleanze, alla fine portarono alla decisione di creare la Coalizione di Sinistra e del Progresso (Synaspismos) che gradualmente "scivolò" in una modalità operativa propria di un partito unico. La decisione della sua fondazione e della sua errata scelta di partecipare alla formazione dei governi borghesi di Tzanetakis (ND e Sinaspismos) e di Zolotas (ND, PASOK, Synaspismos) furono espressione del rafforzamento della corrente opportunista e del contestuale suo rafforzamento tra i dirigenti e le file del KKE. Questa situazione permise il rafforzamento dell'attacco della borghesia con il fine di distruggere il KKE, che era stato pianificato dalle forze collaboratrici dentro il Synaspismos in collaborazione con quadri e dirigenti del Partito. La vittoria della controrivoluzione alla fine degli anni '80, trovò un KKE scosso nell'unità ideologica e politica, con un impatto anche nella KNE, che condusse allo scoppio di una profonda crisi che minacciava la continuazione dell'attività indipendente del Partito e la sua stessa esistenza, in condizioni di crisi con fenomeni di degenerazione nel movimento sindacale.

I comunisti nel 13° Congresso (febbraio 1991) resistettero alle pressioni delle forze socialdemocratiche e borghesi nel quadro del Synaspismos e rigettarono le aspettative della borghesia che il KKE si sarebbe gradualmente diluito nel Synaspismos fino a dissolversi completamente.

9. Dal 1991 fino ad oggi, nelle condizioni di vittoria della controrivoluzione, sono sorti nuove difficoltà e nuovi interrogativi per il KKE. In queste nuove condizioni di trasformazione della CEE nell'UE, dell'adesione della Grecia all'eurozona, di espansione del commercio internazionale, di investimenti esteri diretti e indiretti con la liberalizzazione dei mercati, si sono acutizzate la competizione capitalista e le contraddizioni tra i diversi centri imperialisti, mentre ha avuto inizio un nuovo ciclo di guerre imperialiste regionali e sono scoppiate crisi economiche capitaliste più sincronizzate, la più caratteristica di esse nel 2007-2008.

Il KKE si è opposto al Trattato di Maastricht dell'Unione Europea (1992), ai bombardamenti delle forze della NATO in Jugoslavia (1999), all'invasione imperialista dell'Afghanistan (2001), in Iraq (2003), in Libia (2011), in Siria (2011), denunciando la complicità della borghesia greca.

Previde che nella coesione dell'Unione Europea imperialista interstatale coesistevano tendenze contradditorie: da un lato, a causa della competizione a livello internazionale con potenze delle dimensioni di USA, Cina, India, Federazione Russa ecc., e dall'altro, a causa delle diseguaglianze tra le economie dei singoli Stati membri, così come della competizione tra di loro. Il KKE sottolineò correttamente che a medio o lungo periodo non si sarebbe prodotta né una convergenza delle economie degli Stati-membri dell'UE e dell'eurozona, né tantomeno una convergenza del livello salariale, delle pensioni, del tenore di vita, avvicinandoli ai livelli delle economie più forti. Inoltre, documentò che qualsiasi forma di unione di Stati capitalisti - economica, militare o politica - non poteva che avere un contenuto reazionario.

Attualmente, il KKE ha dimostrato che lo sviluppo diseguale delle economie capitaliste e le relazioni ineguali tra gli Stati borghesi non si possono abolire nel terreno del capitalismo. Utilizza l'esperienza storica per stabilire che qualsiasi alleanza imperialista interstatale è per sua natura reazionaria e che nessuna alleanza imperialista è permanente e stabile. Promuove l'obiettivo della lotta e della rottura con la NATO e l'UE come elementi della lotta per il rovesciamento del potere del capitale, per la conquista del potere operaio, che è un prerequisito per la liberazione del paese da tutte le alleanze imperialiste, in favore del popolo. Inoltre, lotta per la rimozione delle basi NATO dalla Grecia, per impedire ogni tentativo di cambiamento dei confini, condanna tutte le missioni dell'esercito greco e di quelli stranieri fuori dal territorio del loro paese. Lotta per la solidarietà internazionalista e l'amicizia tra i popoli sulla base dei principi dell'internazionalismo proletario.

Il KKE invita il popolo a non aver fiducia in alcun governo borghese, sia in condizioni di pace imperialista o in condizioni di guerra imperialista. La politica del governo borghese in caso di guerra sarà la continuazione della più generale politica borghese, che consiste nel dissanguare il popolo e macellare i suoi diritti. In ogni caso di guerra in Grecia, il Partito guiderà la lotta operaia-popolare, per vincolarla alla lotta per la conquista del potere, portando alla sconfitta sia della borghesia interna come di quella straniera come invasore.

10. Una delle decisioni più importanti di questo periodo è stata l'iniziativa del Partito di creare e sostenere il PAME come polo attorno al quale raggruppare le organizzazioni sindacali di primo e secondo grado con orientamento di classe, in opposizione al sindacalismo padronale e governativo, con una linea di conflitto con la strategia attuale del capitale.

Allo stesso tempo, il KKE ha svolto un ruolo di primo piano nel tentativo di raggruppare il movimento degli agricoltori, il movimento dei lavoratori autonomi nelle città, per separarle dai vertici delle rispettive associazioni professionali e orientarli in un quadro di lotta dalle caratteristiche antimonopolistiche, in una linea comune di lotta con il movimento operaio. Nella stessa direzione, il movimento radicale delle donne, il movimento degli studenti universitari e delle scuole superiori sono stati riorganizzati, concentrandosi nell'organizzazione dell'attività dal basso.

Oggi, il KKE conduce una lotta ancora più decisa per costruire una forza più solida e organizzata nella produzione industriale e in altri settori strategici, lottando per rafforzare la spina dorsale dell'avanguardia politica rivoluzionaria.

Lotta per un movimento operaio con una posizione unitaria contro la classe dei capitalisti, i loro governi e il suo stato nel complesso, in un'azione congiunta con le forze popolari, in conflitto con gli interessi capitalistici, nella preparazione delle condizioni politiche, economiche e sociali e di rovesciamento che permettono la soddisfazione delle necessità del popolo.

Un nuovo aspetto nello sviluppo degli avvenimenti politici e generali è stata la pressione esercitata sul KKE - risolutamente affrontata - per partecipare o appoggiare il governo borghese del partito opportunista di SYRIZA, che salì al potere nel febbraio 2015. Questa pressione iniziò con l'indebolimento graduale del PASOK, in combinazione con il processo di completamento delle caratteristiche socialdemocratiche di SYRIZA e culminato nelle elezioni del 2012. Il KKE mise fin dall'inizio in guardia sui tentativi di SYRIZA di abusare della storia del movimento, al fine di manipolare e ingannare le persone con coscienza radicale e i militanti, utilizzando un raffinato anticomunismo, che crescendo l'indignazione della gente, si convertì in anticomunismo evidente. Inoltre, comprese per tempo la trasformazione socialdemocratica di SYRIZA e la sua conversione in un nuovo pilastro del sistema politico e dello sviluppo capitalista. Il KKE ha concentrato la sua attenzione sulle esigenze della lotta in condizioni di crisi economica capitalista, così come nel caso di un debole recupero economico, dei conflitti militari imperialisti e della volontà della Grecia di partecipare ad essi con il consenso di tutti i partiti della borghesia; nella lotta contro la nazista Alba Dorata, preparando allo stesso tempo il popolo a livello ideologico e politico contro la guerra imperialista, che può creare oggettivamente le condizioni affinché la lotta per il potere operaio sia posta all'ordine del giorno.

11. Il KKE, nelle condizioni di vittoria della controrivoluzione e dell'enorme ritirata del Movimento Comunista Internazionale, ha cercato di esaminare gli sviluppi e trarre conclusioni dall'esperienza storica della lotta di classe in Grecia e a livello internazionale. E' profondamente consapevole che la maturazione teorica dell'avanguardia comunista dei lavoratori, lo sforzo creativo per le moderne elaborazioni marxiste scientifiche, sono un prerequisito per attirare nella lotta rivoluzionaria di classe ampie forze operaie e popolari.

E' stato un lavoro complesso e scrupoloso per analizzare i problemi teorici della strategia rivoluzionaria e della costruzione socialista, che è stato combinato con lo sforzo del raggruppamento del movimento operaio e il duro conflitto politico con l'attacco politico e ideologico crescente del capitale.

Il KKE ha scelto il difficile percorso della valutazione critica del corso della costruzione socialista in condizioni di trionfo della controrivoluzione che ha alimentato un'inedita tendenza alla reazione politica, ideologica e sociale, una confusione e un disfattismo tra le forze operaie e popolari e un regresso senza precedenti nel movimento comunista.

Molti partiti comunisti hanno rinunciato apertamente all'ideologia comunista, alla necessità della rivoluzione socialista e del potere operaio rivoluzionario, aderendo direttamente o indirettamente alla corrente socialdemocratica borghese.

Il KKE ha affrontato l'offensiva borghese che calunniava e distorceva la storia sovietica sostenendo la superiorità della democrazia parlamentare borghese e dei rapporti di produzione capitalistici.

Si è trovato di fronte alla necessità urgente di indagare sulle cause della controrivoluzione e sulla responsabilità dei dirigenti dei partiti comunisti nei paesi socialisti per le decisioni sbagliate, i regressi e le violazioni delle leggi scientifiche dell'edificazione socialista.

Ha fatto luce sulla storia dell'URSS, soprattutto dei decenni prima della II Guerra Mondiale, dimostrando gli importanti successi produttivi, sociali e culturali attraverso la pianificazione centrale della produzione e dei servizi sociali con la proprietà sociale e il coinvolgimento dei lavoratori nella loro organizzazione e gestione.

L'eliminazione rapida della disoccupazione, dell'analfabetismo, la specializzazione effettiva dei lavoratori, la trasformazione per la guerra dell'industria nella II Guerra Mondiale, la rapida ripresa economica dopo la distruzione della guerra, gli avanzamenti nell'esplorazione spaziale, le conquiste sociali di alto livello nella salute e istruzione, sono solo alcuni degli esempi.

Lo studio dell'esperienza storica ha dimostrato che una serie di problemi sorti nel corso della costruzione socialista dopo la seconda guerra mondiale (ad esempio, il ritardo nella modernizzazione tecnologica del settore dei beni di consumo popolari con conseguente riduzione della loro qualità, stagnazione della produzione agricola dopo la guerra, alcune sproporzioni problematiche tra i rami della produzione, grandi differenziazioni per quanto riguarda il reddito monetario) non furono interpretate correttamente. Di conseguenza, non furono affrontate attraverso l'espansione delle relazioni di produzione socialiste, per trasformarle in relazioni di produzione comuniste che abbracciano anche la sfera della distribuzione. La soluzione ricercata non ha portato a progressi, ma piuttosto a un passo indietro. Gli elementi del mercato, che tuttavia esistevano allora, furono estesi alla distruzione dei prodotti della produzione socialista, tutto questo regresso si concettualizzò teoricamente come "socialismo di mercato".

Il KKE ha caratterizzato il 20° Congresso del PCUS (1956) come svolta opportunista. Il Congresso adottò una valutazione negativa sul periodo precedente della costruzione socialista, denigrandolo con una discussione sul "culto della personalità" e con il ritiro su diverse questioni riguardanti le relazioni internazionali e della strategia rivoluzionaria internazionale. Allo stesso tempo, condusse a sviluppi che ebbero conseguenze negative cruciali sulla composizione dei principali organi dirigenti del partito.

Nei seguenti Congressi (ad esempio il 22° Congresso del PCUS) il partito adottò apertamente posizioni e misure opportuniste che portarono all'indebolimento dell'amministrazione centrale nella pianificazione dell'economia. Il carattere sociale della proprietà venne indebolito a causa dei costanti ritiri e del crescente interesse individuale e di gruppo. Questo corso culminò con il trionfo della controrivoluzione.

Gli sforzi del KKE di realizzare questa elaborazione teorica nel corso degli anni hanno portato alle Conclusioni sul Socialismo nell'URSS adottate dal 18° Congresso del KKE nel 2009. Il KKE si impegna a continuare questa ardua ricerca incentrata sui problemi della costruzione socialista nei prossimi anni.

12. Nel suo 15° Congresso (1996) il KKE ha posto le basi di un nuovo concetto strategico che è stato ulteriormente elaborato nel suo nuovo Programma approvato nel 19° Congresso (2013).

Le posizioni programmatiche contemporanee del KKE evidenziano che il carattere della rivoluzione in ogni paese capitalista - indipendentemente dalla posizione del paese nel sistema imperialista internazionale - è oggettivamente determinato dalla contraddizione principale che esso deve risolvere, cioè la contraddizione tra capitale-lavoro salariato, nonché dal carattere dell'epoca a livello internazionale, cioè l'epoca del capitalismo monopolista. Ha sottolineato il potenziale dei rapporti di produzione socialisti, che liberano la forza lavoro dal giogo del capitale, dando un grande impulso allo sviluppo delle forze produttive, per rivitalizzare e migliorare tutte le sfere della vita sociale, superando in breve tempo qualsiasi arretratezza che potrebbe esser esistita prima della rivoluzione.

Questa strategia rivoluzionaria contemporanea rafforza la capacità del KKE di organizzare centri di resistenza e di contrattacco in ogni luogo di lavoro, in ogni settore dell'economia.

Il KKE ha elaborato la sua concezione programmatica non solo sull'economia socialista-comunista ma anche rispetto alle istituzioni del potere della classe operaia.

Basato sullo studio dell'esperienza della costruzione socialista, il Programma del partito evidenzia il carattere di classe dello stato come potere della classe operaia che continua ad esistere per un lungo periodo di tempo, durante la formazione della nuova società comunista. Inoltre, ha sottolineato la base socio-economica della lotta di classe che continua nel socialismo con altre forme e mezzi. Lo Stato della classe operaia è necessario fino a quando le relazioni sociali nel loro complesso si trasformino in relazioni comuniste, fino al pieno sradicamento di ogni forma di diseguaglianza, fino alla formazione della coscienza comunista nella stragrande maggioranza dei lavoratori. Il nuovo elemento qualitativo del potere operaio, cioè la dittatura del proletariato, è che esprime i rapporti di produzione socialisti. Per questo motivo, il nucleo del potere operaio è l'assemblea dei lavoratori in ogni unità di produzione, nei servizi sociali e amministrativi, attraverso l'elezione dei loro rappresentanti per gli organi del potere statale, dal basso verso l'alto, con il diritto di controllo e revoca.

La partecipazione responsabile dei lavoratori in tutte le questione riguardanti l'organizzazione e direzione della produzione e dei servizi, la loro responsabilità nello sviluppo della coscienza comunista tra i giovani e i lavoratori, svolgono un ruolo fondamentale nella realizzazione del potere operaio.

13. Dopo il rovesciamento del socialismo, la drammatica ritirata e la crisi che è scoppiata nelle file del Movimento Comunista Internazionale, il KKE ha preso iniziative per lo sviluppo di attività congiunte tra i partiti comunisti contro l'attacco del capitale, gli interventi imperialisti e l'opportunismo.

Nell'ambito della creazione o ricostruzione dei partiti comunisti, gli Incontri Internazionali annuali dei Partiti Comunisti e Operai, che iniziarono nel 1999 ad Atene e che continuano a tutt'oggi, hanno offerto uno spazio importante per la lotta ideologica e politica contro la vecchia socialdemocrazia e le nuove forme dell'opportunismo.

Al contempo, il KKE ha lottato, e continua a farlo, per la formazione di un polo composto da Partiti Comunisti e Operai che riconoscono e condividono in sostanza la necessità di raggruppare il Movimento Comunista Internazionale.

Ovviamente, in ogni paese la politica rivoluzionaria deve tener conto del corso particolare della lotta di classe, dei rapporti di forza, della forma in cui si manifestano le contraddizioni interimperialiste. Tuttavia, il raggruppamento del Movimento Comunista Internazionale richiede l'unità ideologica e strategica del movimento comunista contro la strategia internazionale del capitale.

I nuovi elementi di questo arduo sforzo furono la Dichiarazione di Istanbul (2009) e, in seguito, la pubblicazione della "Rivista Comunista Internazionale – Spazio per il Dialogo", nonché altre forme di cooperazione permanente come la Iniziativa Comunista Europea (2013).


1. La tempesta rivoluzionaria creata dalla Rivoluzione Socialista d'Ottobre ha accelerato la fondazione del Partito Socialista Operaio di Grecia (SEKE), il 17 novembre 1918 a Pireo. Per la prima volta si pose su base scientifica la questione della classe operaia in lotta per rovesciare la società capitalista a favore della società comunista.

Il primo periodo fu difficile, un periodo di graduale maturazione con i seguenti momenti chiave: il SEKE cambiò il suo nome in KKE (3° Congresso Straordinario, 26 novembre - 3 dicembre del 1924), "Rizospastis" venne istituito come organo del Comitato Centrale (1° agosto del 1921), si fondò la OKNE (Organizzazione Giovanile Comunista alla fine di dicembre del 1922) e l'Assistenza dei Lavoratori della Grecia (28 novembre - 5 dicembre 1924).

Vennero combattute le posizioni liquidazioniste e trozkiste consolidando le caratteristiche rivoluzionarie del Partito di nuovo tipo: il riconoscimento del centralismo democratico come principio della sua organizzazione e funzionamento collettivo, la combinazione del lavoro legale e clandestino, la vigilanza contro l'attività del nemico di classe.

Il KKE, sin dalla sua fondazione si è costantemente sforzato di evidenziare il ruolo storico della classe operaia, la sua capacità, come classe rivoluzionaria, di conquistare ed esercitare il suo potere. E' entrato in conflitto con i partiti borghesi che vogliono soggiogare la classe operaia, manipolarla, indurla a pregare per le briciole che cadranno dal tavolo della reddittività capitalista e versare il suo sangue per gli interessi e la competizione degli imperialisti.

Nelle sue fila si riunirono i militanti operai più avanzati, così come brillanti intellettuali. Ripose la sua fiducia nelle donne lavoratrici, nei giovani della classe lavoratrice e delle famiglie popolari. Con i suoi membri e la sua influenza organizzò e sostenne le durissime lotte per la giornata lavorativa di 8 ore, per migliori condizioni di lavoro e salari, per i diritti delle donne, per la protezione dei bambini, per la salute e istruzione pubbliche. Uno dei primi obiettivi, dalla fondazione del SEKE, fu la separazione tra Stato e Chiesa, il riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio, ecc.

Sviluppò forti legami con la classe operaia perché, esprimendo i suoi interessi storici, è stato in prima linea in ogni battaglia per le sue richieste, con un ruolo dirigente nell'organizzazione del movimento operaio-sindacale quotidianamente e in tutti i periodi cruciali della storia. Senza questi legami indissolubili sarebbe stato impossibile resistere ai costanti attacchi e persecuzioni della borghesia che mira a indebolire il carattere rivoluzionario del KKE, a emarginarlo o addirittura liquidarlo.

Allo stesso tempo, il KKE ha indicato la necessità di seguire la via dell'alleanza con gli strati popolari urbani e rurali, con i lavoratori autonomi dei vari settori dell'economia, in particolare con i piccoli e medi agricoltori che per molti anni sono stati la maggioranza in Grecia, in modo che la loro lotta congiunta contro il nemico comune, il capitale, potesse portare a compimento la missione storica della classe operaia e l'interesse oggettivo di questi strati sociali di integrarsi nella produzione sociale diretta.

2. In tutta la sua storia, nonostante le debolezze e gli errori, il KKE non ha mai chinato la testa davanti al vero nemico, il potere del capitale. Ha affrontato, e continua a farlo, tutte le forme della dittatura del capitale, contrapponendovi tutte le forme di lotta, sia in condizioni di protratta illegalità che in condizioni di protratta legalità, nel quadro della democrazia parlamentare borghese o della sua sospensione, a seconda delle necessità del sistema borghese. E' sempre stato il partito dell'azione militante, profondamente radicato nella classe operaia e negli strati popolari in generale, dedito alla lotta per il socialismo.

Il KKE fu fondato in un paese arretrato in termini di sviluppo e concentrazione della classe operaia rispetto ai paesi che furono la culla del movimento operaio rivoluzionario, del movimento comunista. Tardò anche la diffusione delle opere principali e delle dichiarazioni del comunismo scientifico in lingua greca. Tuttavia, fin dai suoi primi anni, il Partito iniziò lo sforzo di traduzione, pubblicazione, diffusione e divulgazione delle opere fondamentali del marxismo-leninismo, della prospettiva comunista del mondo. Inoltre, le sue forze contribuirono decisamente alla creatività culturale e al miglioramento sostanziale dell'educazione nel nostro paese.

Attraverso la pubblicazione del quotidiano "Rizospastis" e della rivista "Kommunistiki Epitheorisi" (gennaio 1921) come organi del CC, il KKE mise in evidenza le questioni dello sfruttamento capitalista in Grecia, il ruolo guida della classe operaia e la necessità storica della rivoluzione socialista.

Ha combattuto contro l'oscurantismo, i pregiudizi, le teorie e pratiche contro le donne, il disfattismo, il fatalismo e l'individualismo. Ha promosso l'importanza della solidarietà operaia e popolare.

In condizioni di intenso dibattito interno al Partito sul suo orientamento rivoluzionario, contribuì in modo decisivo all'esposizione del carattere delle guerre imperialiste e ai primi tentativi di approccio marxista alla storia greca, che furono davvero rivoluzionari per l'epoca.

Nella maggior parte della sua eroica e tumultuosa storia, nonostante alcune sue problematiche elaborazioni strategiche in vari periodi, il KKE ha sempre cercato di affermarsi come organizzazione politica che unisse dialetticamente la teoria rivoluzionaria con la pratica politica rivoluzionaria.

Ha evidenziato il grande potenziale produttivo inutilizzato del paese, in opposizione alla teoria borghese del "paese piccolo e povero", ha rilevato il carattere delle alleanze imperialiste alle quali partecipa la borghesia locale. Ha denunciato il carattere capitalista dello Stato, la dittatura del capitale in Grecia con o senza re, con un sistema parlamentare o con la sua temporanea sospensione durante la dittatura militare, ecc.
 
3. Il KKE ha appoggiato coerentemente e combattivamente il primo Stato del potere operaio della storia mondiale, la Russia Sovietica e poi l'URSS. Dalla sua fondazione, ha combattuto contro la politica antisovietica della borghesia greca che si espresse in varie forme, per esempio con la partecipazione della Grecia insieme a 14 stati, all'invasione dell'Ucraina nel 1919. Nella difesa dell'URSS e della costruzione socialista nel XX secolo in generale, il KKE si è concentrato sulla lotta per una nuova società, quella socialista-comunista, contro la vecchia società capitalista, e per questo ha combattuto con fermezza e coerenza l'anticomunismo e l'antisovietismo delle forze politiche borghesi e della corrente opportunista nel movimento operaio, così come ha combattuto il riformismo e il settarismo.

Nei suoi primi anni, denunciò la campagna dell'esercito greco in Asia Minore, la strategia borghese della "Grande Idea" che serviva le aspirazioni imperialiste della borghesia greca al fianco delle potenze capitaliste dell'Intesa, della Gran Bretagna e della Francia. Rivelò tempestivamente il pericolo di una nuova grande guerra imperialista negli anni '30. Si tratta di posizioni che segnarono fin dai primi anni l'orientamento all'internazionalismo proletario del KKE.

Ha combattuto e combatte contro le correnti borghesi del nazionalismo e del cosmopolitismo, che sono le due facce della stessa politica reazionaria. Il partito denunciò e continua a denunciare gli obiettivi delle ambizioni borghesi che cercano di spingere la classe operaia ad appoggiare gli obiettivi della strategia borghese in ogni paese, a dividerla sulla base delle contraddizioni tra centri imperialisti. Si è opposto alla linea borghese "noi siamo occidentali" e successivamente alle teorie piccolo-borghesi rispetto alle contraddizioni tra "metropoli e periferia", "nord e sud", ecc.

Un anno e mezzo dopo la sua fondazione, il KKE partecipò alla Conferenza di fondazione della Federazione Comunista dei Balcani. Decise anche di rompere le sue relazioni con la Seconda Internazionale (1919) e aderire alla Terza Internazionale (1920) aderendendovi a pieno titolo con la Sezione Greca dell'Internazionale Comunista (IC) a fine del 1924. Ha espresso stabilmente la sua solidarietà con le lotte della classe operaia a livello internazionale, con i popoli che lottano per la loro liberazione nazionale, per il socialismo. In fasi cruciali e difficili della sua lotta, il KKE ha ricevuto il sostegno del Movimento Comunista Internazionale. La partecipazione del Partito all'Internazionale Comunista, nonostante il suo contributo positivo, ebbe un significativo impatto sulla formazione - attraverso un percorso contraddittorio - della visione strategica che poneva come obiettivo un tipo di potere intermedio di transizione verso il potere socialista. Le ragioni di questo corso - che dimostrano che l'esperienza positiva della Rivoluzione d'Ottobre non fu assimilata né prevalse - richiedono chiaramente uno studio approfondito e dettagliato, che stiamo continuando a fare come Partito.

4. Tutti i principali passi, non solo per l'organizzazione sindacale della classe operaia in Grecia, ma soprattutto per il consolidamento dell'orientamento di classe del movimento operaio, sono legati al contributo storico del KKE. Esso si oppose in pratica alla separazione dei lavoratori sulla base della religione, della nazionalità, del genere, combattendo per l'unità della classe operaia contro il suo nemico di classe. Ha combattuto contro il fatalismo e il disfattismo ampiamente diffusi nelle file dei rifugiati, che erano la linfa vitale del movimento operaio in Grecia prima della II Guerra Mondiale. Ha combattuto contro la linea del sindacalismo padronale e riformista nel movimento, attraverso la formazione del GSEE unitario. Le principali lotte di questo periodo furono gli scioperi e le manifestazioni dell'eroico maggio del 1936 a Salonicco. Con la loro partecipazione, le forze della OKNE diedero un contributo speciale alla multiforme lotta del KKE.

Nel periodo tra le due guerre, il KKE lottò eroicamente contro i meccanismi repressivi dello Stato borghese e dei capitalisti, contro la "legge speciale" di E. Venizelos e in generale contro le persecuzioni, gli attacchi omicidi, la reclusione e l'esilio. Cominciò la preparazione del popolo contro l'imminente guerra imperialista, combinandola con la lotta contro il nazionalismo e il sostegno alle richieste dei lavoratori, contadini, giovani, contro la diseguaglianza delle donne.

In quel periodo, quando anche la lotta per i salari comportava morti, feriti e prigionia, il Partito costruì organizzazioni e aumentò la sua influenza e impatto nei sindacati in molti settori, come tra i lavoratori del tabacco, i lavoratori tessili, nei marittimi.

Le forze del KKE si scontrarono costantemente con la linea di collaborazione di classe e compromesso, nonostante le debolezze nell'affrontare le forze socialdemocratiche a causa delle sue tattiche.

Nei suoi ranghi emersero eroi, figure storiche ben conosciute e molti altri sconosciuti, che non esitarono a sacrificare la loro vita, a sopportare le torture con altruismo, coscienti della loro responsabilità nei confronti della classe operaia e degli strati popolari.

La dittatura di Metaxas (4 agosto 1936), che servì a rafforzare il potere della borghesia, dimostrò particolare accanimento contro il KKE, con le persecuzioni di massa, omicidi dei suoi quadri e nuovi metodi di tortura e coercizione per costringere a firmare  dichiarazioni di pentimento, con la provocazione di creare un falso "Comitato Centrale" del KKE quando il Segretario Generale, Nikos Zachariadis, e molti membri dell'Ufficio Politico e del Comitato Centrale erano incarcerati in condizioni di isolamento.

5. L'inizio della II Guerra Mondiale imperialista e la partecipazione della Grecia ad essa con la guerra greco-italiana (28 ottobre 1940) trovarono il KKE severamente colpito dalla dittatura di Metaxas. Tuttavia, il Partito cercò di intervenire fin dal primo momento, per orientare la lotta popolare contro l'invasione straniera, con le tre lettere di N. Zachariadis. Ovviamente questo sforzo non era esente da contraddizioni e problemi che esistevano nella strategia dell'Internazionale Comunista in quel periodo rispetto al carattere della guerra e il legame della lotta contro la guerra imperialista con la lotta per il rovesciamento del potere del capitale.

Nel periodo dell'occupazione, il KKE fu in grado di raggruppare le sue organizzazioni, svolgere un ruolo guida nella lotta politica e armata per la liberazione nazionale, attraverso la creazione del Fronte di Liberazione Nazionale (EAM) e dell'Esercito Greco Popolare di Liberazione (ELAS), dell'Organizzazione Giovanile Panellenica Unificata (EPON), della Solidarietà Operaia, dell'Organizzazione per la protezione dei combattenti popolari (OPLA) e delle istituzioni di potere popolare che emersero nella Grecia liberata, e in questo modo si distinse come principale forza politica e linfa vitale della lotta. Condusse la titanica battaglia contro la fame e la
mobilitazione forzata, in opposizione ai partiti borghesi e ai loro leader che scapparono all'estero, mentre una parte di essi rimase per collaborare con l'occupante.

Il KKE, sotto l'influenza della linea strategica del Movimento Comunista Internazionale (ad esempio il 7° Congresso dell'Internazionale Comunista) e della strategia che aveva elaborato nel 1934 (6° Plenum) e nel 1935 (6° Congresso), non riuscì a vincolare nella pratica l'eroica lotta di liberazione nazionale con la conquista del potere operaio, con il risultato di non esser in grado di affrontare le sfide nelle condizioni della situazione rivoluzionaria che si era creata in Grecia durante la liberazione. Il KKE, prima della liberazione, fece vari compromessi, subordinando l'ELAS al comando britannico in Medio Oriente e firmando gli Accordi di Libano e Caserta. Il KKE e l'EAM parteciparono con ministri alla formazione del governo di "unità nazionale" tra settembre e dicembre 1944. Tuttavia, il conflitto fu inevitabile.

Il KKE si rifiutò di accettare le condizioni e la violenza imposte dal governo di "Unità nazionale" (del Trattato del Libano). Scelse di condurre la grandiosa lotta di 33 giorni nel dicembre del 1944 contro la borghesia e la Gran Bretagna, che intervenne su richiesta di G. Papandreou, con l'obiettivo di schiacciare il movimento dell'EAM e del KKE.

Anche se firmò il Patto di Varkisa (febbraio 1945), alla fine non si sottomise e organizzò la lotta armata dell'Esercito Democratico Greco (DSE) che durò 3 anni (1946-1949). Questa gloriosa lotta di tre anni espresse gli interessi della stragrande maggioranza della popolazione contro gli interessi dei loro sfruttatori e oppressori ed è stata la massima manifestazione della lotta di classe in Grecia nel XX secolo.

Il DSE affrontò la borghesia locale, tutte le sue forze politiche (di "destra" e di "centro"), il suo Stato e le potenze a esso alleate, gli stati capitalisti di Gran Bretagna e degli USA. Senza il sostegno militare, economico e politico di quest'ultimi, la borghesia greca non sarebbe stata in grado di vincere.

Di fronte al dilemma "subordinazione o organizzazione della lotta e contrattacco", il movimento popolare scelse la seconda via. Il DSE è l'esempio più chiaro che le contraddizioni sociali non sono in accordo con il concetto ideologico di "unità nazionale" e dell'eliminazione delle differenze di classe. Il DSE ha salvato l'onore del popolo e del KKE.

6. Negli anni '50, dopo la sconfitta e il ritiro del DSE, il KKE era in clandestinità, di fronte ai crimini organizzati dello Stato borghese e dai suoi partiti. Decine di migliaia di comunisti e militanti divennero rifugiati politici, costretti all'esilio o nelle carceri, di fronte al plotone di esecuzione senza cedimenti.

Il KKE assunse il compito di combinare il lavoro clandestino con il lavoro legale al fine di raggruppare il movimento operaio e popolare. Le decisioni che prevalsero nel Movimento Comunista Internazionale, il loro impatto sul Partito, nelle condizioni della sconfitta del movimento e della clandestinità, portarono a una serie di deviazioni. I momenti essenziali furono: le Risoluzioni del 6° Plenum del 1956 - che in sostanza condannavano la scelta di condurre una lotta armata nel 1946-1949 e portarono al compromesso tra il KKE e la borghesia - così come le Risoluzioni dell'8° Plenum del 1958, dove l'errore principale fu la decisione di sciogliere le sue organizzazioni illegali in Grecia e l'integrazione dei suoi membri nel partito dell'EDA (Sinistra Democratica Unita).

Il contributo dell'EDA come forza socialdemocratica - inizialmente come un'alleanza e dopo come partito unificato - nello sviluppo delle mobilitazioni operaie, contadine e popolari, delle lotte degli studenti, non bilanciò in alcun modo la perdita dell'indipendenza ideologica, politica e organizzativa del KKE. Queste Risoluzioni non servivano alla necessità di formare un fronte sociale di alleanza e di lotta contro il vero nemico, ossia la borghesia, i suoi partiti, i suoi alleati imperialisti.

Dopo la guerra, in condizioni di profonda clandestinità e nonostante le deviazioni e le debolezze ideologiche, politiche e organizzative esistenti, il KKE si oppose all'adesione della Grecia all'alleanza imperialista della NATO e all'installazione di basi militari degli USA. Denunciò il loro ruolo pericoloso e si oppose decisamente alla partecipazione della Grecia alla campagna imperialista contro la Corea.

Inoltre, rivelò tempestivamente il carattere della Comunità Economica Europea (CEE) come un'alleanza imperialista e influenzò decisamente la posizione dell'EDA contro l'adesione della Grecia, che si può riassumere nella caratterizzazione della CEE come una "fossa dei leoni".

7. Il KKE, ha resistito fin dal primo giorno della dittatura militare di 7 anni (1967-1974) e ha tentato di rovesciarla. Fu l'unico partito che non consegnava il rovesciamento della dittatura agli imperialisti, esclusivamente alle forze politiche borghesi, ma promuoveva la lotta anti-dittatoriale organizzata dal basso nella forma di rivolta popolare, senza escludere la necessità di un conflitto armato. Le forze del Partito e in seguito della KNE furono in prima linea nell'organizzazione della lotta contro la dittatura, contribuendo decisamente all'occupazione della Facoltà di Diritto e alla Rivolta del Politecnico nel novembre 1973.

Nonostante lo scioglimento delle Organizzazioni di Partito e la dispersione per molti anni dei militanti nell'EDA, il KKE era fortemente radicato nella società greca con la sua eredità del riconoscimento del marxismo-leninismo come visione del mondo, dell'internazionalismo proletario e della necessità della lotta per il socialismo.

Un avvenimento d'importanza storica nel percorso del KKE fu il 12° Plenum allargato del Comitato Centrale del KKE (1968) che decise la sua continuità storica, attraverso la condanna del gruppo opportunista che cercava di porre fine all'esistenza del KKE come Partito operaio rivoluzionario di nuovo tipo.

In seguito, una delle Risoluzioni più importanti fu la creazione di organizzazioni del Partito in Grecia, per riprendere l'indipendenza organizzativa del KKE e la fondazione della KNE nel 1968. Grazie a queste Risoluzioni, il KKE e la KNE riuscirono ad essere il cuore e l'anima della lotta contro la dittatura, che richiese ancora una volta l'abnegazione, l'eroismo e la coerente devozione dei suoi membri e quadri.

Il 9° Congresso decise alcuni cambiamenti positivi e alcuni correzioni alle valutazioni in merito al riconoscimento dell'errore fondamentale della liquidazione delle organizzazioni del Partito. Tuttavia, mantenne la strategia delle "due tappe nel processo rivoluzionario unificato", mentre non valutò correttamente lo sviluppo del capitalismo greco e la posizione della Grecia nel sistema capitalista internazionale.

Gli sforzi del KKE per studiare gli sviluppi, tracciare e attuare efficacemente una strategia rivoluzionaria furono determinati in gran misura dalle concezioni strategiche prevalenti dell'Internazionale Comunista e, in seguito, del Movimento Comunista Internazionale, di cui era parte integrante e coerente.

La promozione nel Movimento Comunista Internazionale per un lungo periodo di criteri errati per la definizione del carattere della rivoluzione, come per esempio il livello inferiore di sviluppo delle forze produttive di un paese capitalista (e la superiorità quantitativa dei contadini) in comparazione con il livello superiore delle principali potenze nel sistema imperialista internazionale, così come i rapporti di forza negativi, condussero alla strategia delle tappe, alla lotta per un'utopica forma intermedia di potere tra quello borghese e operaio, e al sostegno alla formazione di un governo sul terreno del capitalismo.

Tuttavia, il KKE rimase saldo nella lotta di classe, combattendo l'"eurocomunismo" (che rifiutava la necessità della rivoluzione socialista e il ruolo d'avanguardia della classe operaia) e difese la visione del mondo marxista-leninista.

8. Il KKE fu l'unico partito che il 24 luglio 1974 stigmatizzò la transizione della Giunta dei colonnelli al governo di "Unità nazionale" come consensuale e disse che il popolo greco "non aveva versato il suo sangue per cambiare le sembianze dell'oppressore". Fu pronto ad ottenere la sua legalizzazione de facto con il ritorno in Grecia del primo Segretario del CC, C. Florakis e di altri membri del CC.

L'accettazione della legalizzazione del KKE da parte del governo di "unità nazionale" fu uno sviluppo inevitabile, in quanto esprimeva le aspirazioni dei partiti borghesi di incorporarlo nei bisogni della democrazia parlamentare borghese.

Con il ripristino della sua attività legale nel 1974, il KKE fissò come obiettivo immediato la formazione di organizzazioni del Partito ovunque, insieme alla KNE, soprattutto nei luoghi di lavoro, nelle scuole tecniche e nelle università; il ristabilimento dei suoi legami con i settori più avanzati della classe operaia, delle forze popolari, in condizioni nelle quali il sistema politico borghese appoggiava apertamente il gruppo opportunista che aveva lasciato il partito nel 1968 definendosi "KKE dell'interno".

Tuttavia, il KKE non fu adeguatamente preparato ideologicamente e politicamente per far fronte alla rapida formazione politica della corrente socialdemocratica del PASOK che agì come l'altro polo del sistema politico bipartitico. Il PASOK, emerso come governo nel 1981, si rivelò un valido strumento del sistema per l'incorporazione, manipolazione e distorsione di ogni radicalizzazione che si era sviluppata nel movimento operaio, popolare, studentesco e delle donne. L'azione d'avanguardia dei membri e amici del KKE e della KNE contribuirono a sviluppare il carattere di massa e un orientamento antimperialista di questi movimenti in circostanze, naturalmente, di sconfitta significativa dell'imperialismo internazionale, e in particolare degli USA (ad esempio in Vietnam). Inoltre, nelle condizioni di gestione keynesiana, furono ottenute alcune conquiste, alcune modernizzazioni a beneficio delle forze operaie e popolari (ad esempio, il Diritto familiare e civile a beneficio delle donne, l'istituzione di alcuni diritti sindacali ecc.). Questa era una forma di gestione che serviva le particolari esigenze della ricostruzione capitalista post-bellica e, soprattutto, nelle condizioni di crescente prestigio del sistema socialista, la politica sociale socialista era un elemento di influenza importante.

Alla fine degli anni '80, la visione programmatica generale del KKE sulle tappe e le rispettive alleanze, alla fine portarono alla decisione di creare la Coalizione di Sinistra e del Progresso (Synaspismos) che gradualmente "scivolò" in una modalità operativa propria di un partito unico. La decisione della sua fondazione e della sua errata scelta di partecipare alla formazione dei governi borghesi di Tzanetakis (ND e Sinaspismos) e di Zolotas (ND, PASOK, Synaspismos) furono espressione del rafforzamento della corrente opportunista e del contestuale suo rafforzamento tra i dirigenti e le file del KKE. Questa situazione permise il rafforzamento dell'attacco della borghesia con il fine di distruggere il KKE, che era stato pianificato dalle forze collaboratrici dentro il Synaspismos in collaborazione con quadri e dirigenti del Partito. La vittoria della controrivoluzione alla fine degli anni '80, trovò un KKE scosso nell'unità ideologica e politica, con un impatto anche nella KNE, che condusse allo scoppio di una profonda crisi che minacciava la continuazione dell'attività indipendente del Partito e la sua stessa esistenza, in condizioni di crisi con fenomeni di degenerazione nel movimento sindacale.

I comunisti nel 13° Congresso (febbraio 1991) resistettero alle pressioni delle forze socialdemocratiche e borghesi nel quadro del Synaspismos e rigettarono le aspettative della borghesia che il KKE si sarebbe gradualmente diluito nel Synaspismos fino a dissolversi completamente.

9. Dal 1991 fino ad oggi, nelle condizioni di vittoria della controrivoluzione, sono sorti nuove difficoltà e nuovi interrogativi per il KKE. In queste nuove condizioni di trasformazione della CEE nell'UE, dell'adesione della Grecia all'eurozona, di espansione del commercio internazionale, di investimenti esteri diretti e indiretti con la liberalizzazione dei mercati, si sono acutizzate la competizione capitalista e le contraddizioni tra i diversi centri imperialisti, mentre ha avuto inizio un nuovo ciclo di guerre imperialiste regionali e sono scoppiate crisi economiche capitaliste più sincronizzate, la più caratteristica di esse nel 2007-2008.

Il KKE si è opposto al Trattato di Maastricht dell'Unione Europea (1992), ai bombardamenti delle forze della NATO in Jugoslavia (1999), all'invasione imperialista dell'Afghanistan (2001), in Iraq (2003), in Libia (2011), in Siria (2011), denunciando la complicità della borghesia greca.

Previde che nella coesione dell'Unione Europea imperialista interstatale coesistevano tendenze contradditorie: da un lato, a causa della competizione a livello internazionale con potenze delle dimensioni di USA, Cina, India, Federazione Russa ecc., e dall'altro, a causa delle diseguaglianze tra le economie dei singoli Stati membri, così come della competizione tra di loro. Il KKE sottolineò correttamente che a medio o lungo periodo non si sarebbe prodotta né una convergenza delle economie degli Stati-membri dell'UE e dell'eurozona, né tantomeno una convergenza del livello salariale, delle pensioni, del tenore di vita, avvicinandoli ai livelli delle economie più forti. Inoltre, documentò che qualsiasi forma di unione di Stati capitalisti - economica, militare o politica - non poteva che avere un contenuto reazionario.

Attualmente, il KKE ha dimostrato che lo sviluppo diseguale delle economie capitaliste e le relazioni ineguali tra gli Stati borghesi non si possono abolire nel terreno del capitalismo. Utilizza l'esperienza storica per stabilire che qualsiasi alleanza imperialista interstatale è per sua natura reazionaria e che nessuna alleanza imperialista è permanente e stabile. Promuove l'obiettivo della lotta e della rottura con la NATO e l'UE come elementi della lotta per il rovesciamento del potere del capitale, per la conquista del potere operaio, che è un prerequisito per la liberazione del paese da tutte le alleanze imperialiste, in favore del popolo. Inoltre, lotta per la rimozione delle basi NATO dalla Grecia, per impedire ogni tentativo di cambiamento dei confini, condanna tutte le missioni dell'esercito greco e di quelli stranieri fuori dal territorio del loro paese. Lotta per la solidarietà internazionalista e l'amicizia tra i popoli sulla base dei principi dell'internazionalismo proletario.

Il KKE invita il popolo a non aver fiducia in alcun governo borghese, sia in condizioni di pace imperialista o in condizioni di guerra imperialista. La politica del governo borghese in caso di guerra sarà la continuazione della più generale politica borghese, che consiste nel dissanguare il popolo e macellare i suoi diritti. In ogni caso di guerra in Grecia, il Partito guiderà la lotta operaia-popolare, per vincolarla alla lotta per la conquista del potere, portando alla sconfitta sia della borghesia interna come di quella straniera come invasore.

10. Una delle decisioni più importanti di questo periodo è stata l'iniziativa del Partito di creare e sostenere il PAME come polo attorno al quale raggruppare le organizzazioni sindacali di primo e secondo grado con orientamento di classe, in opposizione al sindacalismo padronale e governativo, con una linea di conflitto con la strategia attuale del capitale.

Allo stesso tempo, il KKE ha svolto un ruolo di primo piano nel tentativo di raggruppare il movimento degli agricoltori, il movimento dei lavoratori autonomi nelle città, per separarle dai vertici delle rispettive associazioni professionali e orientarli in un quadro di lotta dalle caratteristiche antimonopolistiche, in una linea comune di lotta con il movimento operaio. Nella stessa direzione, il movimento radicale delle donne, il movimento degli studenti universitari e delle scuole superiori sono stati riorganizzati, concentrandosi nell'organizzazione dell'attività dal basso.

Oggi, il KKE conduce una lotta ancora più decisa per costruire una forza più solida e organizzata nella produzione industriale e in altri settori strategici, lottando per rafforzare la spina dorsale dell'avanguardia politica rivoluzionaria.

Lotta per un movimento operaio con una posizione unitaria contro la classe dei capitalisti, i loro governi e il suo stato nel complesso, in un'azione congiunta con le forze popolari, in conflitto con gli interessi capitalistici, nella preparazione delle condizioni politiche, economiche e sociali e di rovesciamento che permettono la soddisfazione delle necessità del popolo.

Un nuovo aspetto nello sviluppo degli avvenimenti politici e generali è stata la pressione esercitata sul KKE - risolutamente affrontata - per partecipare o appoggiare il governo borghese del partito opportunista di SYRIZA, che salì al potere nel febbraio 2015. Questa pressione iniziò con l'indebolimento graduale del PASOK, in combinazione con il processo di completamento delle caratteristiche socialdemocratiche di SYRIZA e culminato nelle elezioni del 2012. Il KKE mise fin dall'inizio in guardia sui tentativi di SYRIZA di abusare della storia del movimento, al fine di manipolare e ingannare le persone con coscienza radicale e i militanti, utilizzando un raffinato anticomunismo, che crescendo l'indignazione della gente, si convertì in anticomunismo evidente. Inoltre, comprese per tempo la trasformazione socialdemocratica di SYRIZA e la sua conversione in un nuovo pilastro del sistema politico e dello sviluppo capitalista. Il KKE ha concentrato la sua attenzione sulle esigenze della lotta in condizioni di crisi economica capitalista, così come nel caso di un debole recupero economico, dei conflitti militari imperialisti e della volontà della Grecia di partecipare ad essi con il consenso di tutti i partiti della borghesia; nella lotta contro la nazista Alba Dorata, preparando allo stesso tempo il popolo a livello ideologico e politico contro la guerra imperialista, che può creare oggettivamente le condizioni affinché la lotta per il potere operaio sia posta all'ordine del giorno.

11. Il KKE, nelle condizioni di vittoria della controrivoluzione e dell'enorme ritirata del Movimento Comunista Internazionale, ha cercato di esaminare gli sviluppi e trarre conclusioni dall'esperienza storica della lotta di classe in Grecia e a livello internazionale. E' profondamente consapevole che la maturazione teorica dell'avanguardia comunista dei lavoratori, lo sforzo creativo per le moderne elaborazioni marxiste scientifiche, sono un prerequisito per attirare nella lotta rivoluzionaria di classe ampie forze operaie e popolari.

E' stato un lavoro complesso e scrupoloso per analizzare i problemi teorici della strategia rivoluzionaria e della costruzione socialista, che è stato combinato con lo sforzo del raggruppamento del movimento operaio e il duro conflitto politico con l'attacco politico e ideologico crescente del capitale.

Il KKE ha scelto il difficile percorso della valutazione critica del corso della costruzione socialista in condizioni di trionfo della controrivoluzione che ha alimentato un'inedita tendenza alla reazione politica, ideologica e sociale, una confusione e un disfattismo tra le forze operaie e popolari e un regresso senza precedenti nel movimento comunista.

Molti partiti comunisti hanno rinunciato apertamente all'ideologia comunista, alla necessità della rivoluzione socialista e del potere operaio rivoluzionario, aderendo direttamente o indirettamente alla corrente socialdemocratica borghese.

Il KKE ha affrontato l'offensiva borghese che calunniava e distorceva la storia sovietica sostenendo la superiorità della democrazia parlamentare borghese e dei rapporti di produzione capitalistici.

Si è trovato di fronte alla necessità urgente di indagare sulle cause della controrivoluzione e sulla responsabilità dei dirigenti dei partiti comunisti nei paesi socialisti per le decisioni sbagliate, i regressi e le violazioni delle leggi scientifiche dell'edificazione socialista.

Ha fatto luce sulla storia dell'URSS, soprattutto dei decenni prima della II Guerra Mondiale, dimostrando gli importanti successi produttivi, sociali e culturali attraverso la pianificazione centrale della produzione e dei servizi sociali con la proprietà sociale e il coinvolgimento dei lavoratori nella loro organizzazione e gestione.

L'eliminazione rapida della disoccupazione, dell'analfabetismo, la specializzazione effettiva dei lavoratori, la trasformazione per la guerra dell'industria nella II Guerra Mondiale, la rapida ripresa economica dopo la distruzione della guerra, gli avanzamenti nell'esplorazione spaziale, le conquiste sociali di alto livello nella salute e istruzione, sono solo alcuni degli esempi.

Lo studio dell'esperienza storica ha dimostrato che una serie di problemi sorti nel corso della costruzione socialista dopo la seconda guerra mondiale (ad esempio, il ritardo nella modernizzazione tecnologica del settore dei beni di consumo popolari con conseguente riduzione della loro qualità, stagnazione della produzione agricola dopo la guerra, alcune sproporzioni problematiche tra i rami della produzione, grandi differenziazioni per quanto riguarda il reddito monetario) non furono interpretate correttamente. Di conseguenza, non furono affrontate attraverso l'espansione delle relazioni di produzione socialiste, per trasformarle in relazioni di produzione comuniste che abbracciano anche la sfera della distribuzione. La soluzione ricercata non ha portato a progressi, ma piuttosto a un passo indietro. Gli elementi del mercato, che tuttavia esistevano allora, furono estesi alla distruzione dei prodotti della produzione socialista, tutto questo regresso si concettualizzò teoricamente come "socialismo di mercato".

Il KKE ha caratterizzato il 20° Congresso del PCUS (1956) come svolta opportunista. Il Congresso adottò una valutazione negativa sul periodo precedente della costruzione socialista, denigrandolo con una discussione sul "culto della personalità" e con il ritiro su diverse questioni riguardanti le relazioni internazionali e della strategia rivoluzionaria internazionale. Allo stesso tempo, condusse a sviluppi che ebbero conseguenze negative cruciali sulla composizione dei principali organi dirigenti del partito.

Nei seguenti Congressi (ad esempio il 22° Congresso del PCUS) il partito adottò apertamente posizioni e misure opportuniste che portarono all'indebolimento dell'amministrazione centrale nella pianificazione dell'economia. Il carattere sociale della proprietà venne indebolito a causa dei costanti ritiri e del crescente interesse individuale e di gruppo. Questo corso culminò con il trionfo della controrivoluzione.

Gli sforzi del KKE di realizzare questa elaborazione teorica nel corso degli anni hanno portato alle Conclusioni sul Socialismo nell'URSS adottate dal 18° Congresso del KKE nel 2009. Il KKE si impegna a continuare questa ardua ricerca incentrata sui problemi della costruzione socialista nei prossimi anni.

12. Nel suo 15° Congresso (1996) il KKE ha posto le basi di un nuovo concetto strategico che è stato ulteriormente elaborato nel suo nuovo Programma approvato nel 19° Congresso (2013).

Le posizioni programmatiche contemporanee del KKE evidenziano che il carattere della rivoluzione in ogni paese capitalista - indipendentemente dalla posizione del paese nel sistema imperialista internazionale - è oggettivamente determinato dalla contraddizione principale che esso deve risolvere, cioè la contraddizione tra capitale-lavoro salariato, nonché dal carattere dell'epoca a livello internazionale, cioè l'epoca del capitalismo monopolista. Ha sottolineato il potenziale dei rapporti di produzione socialisti, che liberano la forza lavoro dal giogo del capitale, dando un grande impulso allo sviluppo delle forze produttive, per rivitalizzare e migliorare tutte le sfere della vita sociale, superando in breve tempo qualsiasi arretratezza che potrebbe esser esistita prima della rivoluzione.

Questa strategia rivoluzionaria contemporanea rafforza la capacità del KKE di organizzare centri di resistenza e di contrattacco in ogni luogo di lavoro, in ogni settore dell'economia.

Il KKE ha elaborato la sua concezione programmatica non solo sull'economia socialista-comunista ma anche rispetto alle istituzioni del potere della classe operaia.

Basato sullo studio dell'esperienza della costruzione socialista, il Programma del partito evidenzia il carattere di classe dello stato come potere della classe operaia che continua ad esistere per un lungo periodo di tempo, durante la formazione della nuova società comunista. Inoltre, ha sottolineato la base socio-economica della lotta di classe che continua nel socialismo con altre forme e mezzi. Lo Stato della classe operaia è necessario fino a quando le relazioni sociali nel loro complesso si trasformino in relazioni comuniste, fino al pieno sradicamento di ogni forma di diseguaglianza, fino alla formazione della coscienza comunista nella stragrande maggioranza dei lavoratori. Il nuovo elemento qualitativo del potere operaio, cioè la dittatura del proletariato, è che esprime i rapporti di produzione socialisti. Per questo motivo, il nucleo del potere operaio è l'assemblea dei lavoratori in ogni unità di produzione, nei servizi sociali e amministrativi, attraverso l'elezione dei loro rappresentanti per gli organi del potere statale, dal basso verso l'alto, con il diritto di controllo e revoca.

La partecipazione responsabile dei lavoratori in tutte le questione riguardanti l'organizzazione e direzione della produzione e dei servizi, la loro responsabilità nello sviluppo della coscienza comunista tra i giovani e i lavoratori, svolgono un ruolo fondamentale nella realizzazione del potere operaio.

13. Dopo il rovesciamento del socialismo, la drammatica ritirata e la crisi che è scoppiata nelle file del Movimento Comunista Internazionale, il KKE ha preso iniziative per lo sviluppo di attività congiunte tra i partiti comunisti contro l'attacco del capitale, gli interventi imperialisti e l'opportunismo.

Nell'ambito della creazione o ricostruzione dei partiti comunisti, gli Incontri Internazionali annuali dei Partiti Comunisti e Operai, che iniziarono nel 1999 ad Atene e che continuano a tutt'oggi, hanno offerto uno spazio importante per la lotta ideologica e politica contro la vecchia socialdemocrazia e le nuove forme dell'opportunismo.

Al contempo, il KKE ha lottato, e continua a farlo, per la formazione di un polo composto da Partiti Comunisti e Operai che riconoscono e condividono in sostanza la necessità di raggruppare il Movimento Comunista Internazionale.

Ovviamente, in ogni paese la politica rivoluzionaria deve tener conto del corso particolare della lotta di classe, dei rapporti di forza, della forma in cui si manifestano le contraddizioni interimperialiste. Tuttavia, il raggruppamento del Movimento Comunista Internazionale richiede l'unità ideologica e strategica del movimento comunista contro la strategia internazionale del capitale.

I nuovi elementi di questo arduo sforzo furono la Dichiarazione di Istanbul (2009) e, in seguito, la pubblicazione della "Rivista Comunista Internazionale – Spazio per il Dialogo", nonché altre forme di cooperazione permanente come la Iniziativa Comunista Europea (2013).

C. Continuiamo senza vacillare nel cammino rivoluzionario per il socialismo-comunismo

Il KKE celebra un secolo di lotte e sacrifici ed è impegnato con la classe operaia e il popolo per esser degno della sua storia. Si impegna a dar tutte le sue forze per svolgere il suo ruolo di avanguardia ideologica e politica rivoluzionaria della classe operaia. Sulla base del suo Programma contemporaneo e la visione del mondo marxista-leninista, rafforzerà la sua capacità di sostenere e affrontare tutte le difficoltà connesse con i rapporti di forza a livello nazionale e internazionale, per la lotta rivoluzionaria per il socialismo-comunismo.

Traiamo insegnamenti dalla nostra preziosa esperienza centenaria e lottiamo quotidianamente per migliorare la capacità delle forze del Partito in ogni luogo di lavoro, in tutti i settori dell'economia, in ogni regione, per svolgere un ruolo di primo piano nello sviluppo delle capacità dei militanti, della lotta per rivendicazioni economiche e politiche che sarà strettamente vincolata con il compito politico principale, cioè la lotta rivoluzionaria per il potere operaio.

Intensifichiamo il nostro sforzo per studiare i fenomeni sociali contemporanei, i risultati scientifici in tutti i campi, nonché della ricca esperienza dei problemi sorti nella costruzione socialista del XX secolo, per incrementare la nostra capacità di promuovere la necessità storica del socialismo-comunismo, la necessità di risolvere la contraddizione fondamentale del sistema capitalista, cioè la contraddizione tra la socializzazione del lavoro e della produzione ad un livello senza precedenti da un lato, e dall'altro l'appropriazione dei suoi risultati da parte del capitale; per promuovere più efficacemente le nuove possibilità create dallo sviluppo delle forze produttive nel XXI secolo, comprese le nuove conquiste scientifiche e tecnologiche.

Traiamo lezioni dalla nostra esperienza storica per aumentare la nostra efficacia nel promuovere la strategia rivoluzionaria e lottare contro le concezioni e le pratiche revisioniste e opportuniste. Evidenziamo l'esperienza negativa del ritiro del movimento comunista dalla strategia rivoluzionaria, dell'errata concezione che separa la lotta contro il fascismo, contro la dipendenza e le relazioni diseguali dei paesi dalla lotta per il socialismo, per non ripetere gli stessi errori.

Ci opponiamo a tutti i tipi di obiettivi politici riformisti-governativi nel quadro del parlamentarismo borghese, così come alla partecipazione del Partito a governi sul terreno del capitalismo. Utilizziamo la nostra partecipazione nelle varie istituzioni del sistema politico borghese (Parlamento, governo regionale e locale, ecc.) per informare, illuminare, esercitare pressioni, per organizzare la lotta operaia-popolare.

Combattiamo in modo deciso affinché le organizzazioni del Partito rafforzino le loro radici nella classe operaia, per stringere legami più forti con i lavoratori, soprattutto in settori d'importanza strategica, tra i giovani e le donne lavoratrici, tra gli immigrati e i rifugiati. Lavoriamo quotidianamente per costruire organizzazioni di partito forti e militanti che guideranno e contribuiranno decisamente al raggruppamento di classe del movimento operaio e alla formazione dell'alleanza sociale tra la classe operaia e i settori inferiori degli strati medi, in modo che la loro lotta congiunta sia diretta contro il potere borghese. Continuiamo i nostri sforzi per il coordinamento dell'attività dei Partiti Comunisti e Operai.

Nel centenario del nostro Partito onoriamo tutte quelle persone che hanno dato la loro vita, che furono torturati, incarcerati, esiliati per i nostri grandi ideali.

Ci rivolgiamo ai militanti di oggi, in un periodo che richiede altrettanti sacrifici e abnegazione, resistenza ideologica e personale in condizioni di ritiro del movimento e di crescenti necessità personali e familiari. Vi esortiamo a lottare con persistenza e pazienza nonostante la mancanza di risultati visibili, con la consapevolezza del significato dell'attività politica rivoluzionaria quotidiana in tutte le circostanze.

Siamo sicuri che i semi immaturi, matureranno presto, siamo pronti a far fronte a qualsiasi sviluppo e punto di svolta della lotta di classe.

I membri e gli amici del KKE celebrano 100 anni di lotte e sacrifici, aumentando gli sforzi per rafforzare le caratteristiche rivoluzionarie del nostro Partito come Partito di nuovo tipo, così da migliorare la sua capacità di agire come avanguardia rivoluzionaria in tutte le circostanze.

Rafforziamo il KKE, che è la precondizione fondamentale affinché la classe operaia possa compiere il suo ruolo di forza trainante della liberazione sociale, del socialismo-comunismo.

Ciò di cui abbiamo bisogno oggi è un KKE più forte che combatterà più efficacemente per il raggruppamento del movimento operaio, il consolidamento dell'alleanza sociale anticapitalista-antimonopolista, capace di dirigere la lotta contro la guerra imperialista, per il potere operaio, per il socialismo-comunismo.

100 anni di KKE
Con il popolo, per il socialismo

Il Comitato Centrale del KKE
Dicembre 2017

 

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare