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Il KKE si oppone al pieno accordo antipopolare dei partiti borghesi

Un giorno dopo il referendum del 5 luglio, nel palazzo presidenziale ha avuto luogo il consiglio dei leader politici presieduto dal Presidente della Repubblica, P. Pavlópulos. In questo consiglio che è durato 7 ore hanno preso parte il primo ministro A.Tsipras, E. Meimarakis come presidente in funzioni di ND, il presidente di To Potami (Fiume) S. Theodorakis, il Segretario Generale del CC del KKE D. Koutsoumpas, il presidente di ANEL P. Kammenos e la presidente del PASOK F. Gennimatá.

Durante la riunione, i partiti SYRIZA, ANEL, ND, To Potami, PASOK hanno raggiunto un accordo e di fatto hanno firmato un comunicato comune, traducendo il risultato del referendum come l'accettazione dell'euro e dell'UE e aprendo la strada per un nuovo accordo antipopolare.

Il SG del CC del KKE, Dimitris Koutsoumpas, ha espresso il suo disaccordo totale rispetto al comunicato comune.

Il SG del CC del KKE, Dimitris Koutsoumpas. ha rilasciato la seguente dichiarazione dopo la riunione di ieri dei leader politici presieduto dal Presidente della Repubblica:

"Abbiamo ascoltato la sessione informativa del Primo ministro, nella riunione presieduta dal Presidente della Repubblica inerente lo sviluppo dei negoziati e delle discussioni, dopo il referendum del popolo greco.

Ribadiamo con chiarezza, ancora una volta, le posizioni del KKE sia rispetto l'esito del referendum, sia soprattutto sulle gravi difficoltà attraversate dal popolo greco all'interno dell'alleanza predatoria che è l'UE con la sua politica che accresce continuamente gli ostacoli per il popolo, affama i suoi redditi, per il corso complessivo del paese e del nostro popolo. Si è dimostrato ancora una volta che non si può avere una negoziazione a favore del popolo e dei lavoratori nel quadro dell'UE, nel cammino di sviluppo capitalista.

Il KKE è in pieno disaccordo con il comunicato comune su cui confluiscono tutti gli altri leader politici, tutti gli altri partiti politici. Il nostro disaccordo discende dalle nostre valutazioni sul verdetto del popolo greco espresso nel referendum, così come con il corso e la tattica dei negoziati proposti dal governo e accettati, per lo meno nelle linee generali, dagli altri partiti.

Nessuno ha autorizzato nessuno a firmare nuovi memorandum per il nostro popolo. E queste misure saranno dure".

Rispondendo alla domanda di un giornalista se si stia parlando di una "soluzione fuori dall'euro", Dimitris Koutsoumpas ha detto:

"No. Ci siamo espressi con chiarezza a riguardo. Questa politica senza uscita porta a due direzioni: o la firma - come sembra e come stiamo osservando (vedremo meglio nei prossimi giorni) - di un accordo doloroso, con misure antipopolari, un nuovo memorandum oppure una bancarotta statale, con la grexit, l'uscita dall'euro, con la doppia moneta o qualcosa di simile. Questo lo dicono soprattutto i partner, non lo dicono i partiti greci convocati nel consiglio dei leader politici, lo dicono i partner. Il nostro popolo deve prepararsi. La posizione del KKE è che entrambi i risultati possibili, ossia l'accordo col memorandum e l'austerità, oppure la grexit o qualcosa del genere, saranno a spese del popolo greco.

La rottura con l'UE, con il capitale e il suo potere richiede una strategia totalmente differente, richiede il potere operaio-popolare, con il popolo realmente al potere e la socializzazione dei mezzi di produzione, il disimpegno dall'UE, la cancellazione unilaterale del debito. Questa è la proposta del KKE che costituisce una proposta totalmente distinta e non ha nulla a che vedere con le differenti opzioni che porteranno a un ulteriore impoverimento del nostro popolo. Mi riferisco alle opzioni degli altri partiti, quelli attualmente minoritari, così come al partito di governo, che ipotizzano una mera uscita dalla moneta unica".

 

07.07.2015

Un giorno dopo il referendum del 5 luglio, nel palazzo presidenziale ha avuto luogo il consiglio dei leader politici presieduto dal Presidente della Repubblica, P. Pavlópulos. In questo consiglio che è durato 7 ore hanno preso parte il primo ministro A.Tsipras, E. Meimarakis come presidente in funzioni di ND, il presidente di To Potami (Fiume) S. Theodorakis, il Segretario Generale del CC del KKE D. Koutsoumpas, il presidente di ANEL P. Kammenos e la presidente del PASOK F. Gennimatá.

Durante la riunione, i partiti SYRIZA, ANEL, ND, To Potami, PASOK hanno raggiunto un accordo e di fatto hanno firmato un comunicato comune, traducendo il risultato del referendum come l'accettazione dell'euro e dell'UE e aprendo la strada per un nuovo accordo antipopolare.

Il SG del CC del KKE, Dimitris Koutsoumpas, ha espresso il suo disaccordo totale rispetto al comunicato comune.

Il SG del CC del KKE, Dimitris Koutsoumpas. ha rilasciato la seguente dichiarazione dopo la riunione di ieri dei leader politici presieduto dal Presidente della Repubblica:

"Abbiamo ascoltato la sessione informativa del Primo ministro, nella riunione presieduta dal Presidente della Repubblica inerente lo sviluppo dei negoziati e delle discussioni, dopo il referendum del popolo greco.

Ribadiamo con chiarezza, ancora una volta, le posizioni del KKE sia rispetto l'esito del referendum, sia soprattutto sulle gravi difficoltà attraversate dal popolo greco all'interno dell'alleanza predatoria che è l'UE con la sua politica che accresce continuamente gli ostacoli per il popolo, affama i suoi redditi, per il corso complessivo del paese e del nostro popolo. Si è dimostrato ancora una volta che non si può avere una negoziazione a favore del popolo e dei lavoratori nel quadro dell'UE, nel cammino di sviluppo capitalista.

Il KKE è in pieno disaccordo con il comunicato comune su cui confluiscono tutti gli altri leader politici, tutti gli altri partiti politici. Il nostro disaccordo discende dalle nostre valutazioni sul verdetto del popolo greco espresso nel referendum, così come con il corso e la tattica dei negoziati proposti dal governo e accettati, per lo meno nelle linee generali, dagli altri partiti.

Nessuno ha autorizzato nessuno a firmare nuovi memorandum per il nostro popolo. E queste misure saranno dure".

Rispondendo alla domanda di un giornalista se si stia parlando di una "soluzione fuori dall'euro", Dimitris Koutsoumpas ha detto:

"No. Ci siamo espressi con chiarezza a riguardo. Questa politica senza uscita porta a due direzioni: o la firma - come sembra e come stiamo osservando (vedremo meglio nei prossimi giorni) - di un accordo doloroso, con misure antipopolari, un nuovo memorandum oppure una bancarotta statale, con la grexit, l'uscita dall'euro, con la doppia moneta o qualcosa di simile. Questo lo dicono soprattutto i partner, non lo dicono i partiti greci convocati nel consiglio dei leader politici, lo dicono i partner. Il nostro popolo deve prepararsi. La posizione del KKE è che entrambi i risultati possibili, ossia l'accordo col memorandum e l'austerità, oppure la grexit o qualcosa del genere, saranno a spese del popolo greco.

La rottura con l'UE, con il capitale e il suo potere richiede una strategia totalmente differente, richiede il potere operaio-popolare, con il popolo realmente al potere e la socializzazione dei mezzi di produzione, il disimpegno dall'UE, la cancellazione unilaterale del debito. Questa è la proposta del KKE che costituisce una proposta totalmente distinta e non ha nulla a che vedere con le differenti opzioni che porteranno a un ulteriore impoverimento del nostro popolo. Mi riferisco alle opzioni degli altri partiti, quelli attualmente minoritari, così come al partito di governo, che ipotizzano una mera uscita dalla moneta unica".